Dal 12 giugno 2026 è possibile accedere all’agevolazione NPTR5 dal portale GSE. Guida completa per le imprese del Sud.
Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199), il legislatore ha reintrodotto e potenziato uno degli strumenti più efficaci per la transizione energetica e digitale delle imprese italiane: l’iperammortamento, ora denominato Nuovo Piano Transizione 5.0 (NPT5).
Si tratta di un’agevolazione fiscale strutturale, attiva dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, che consente alle imprese di dedurre molto più del costo effettivo degli investimenti in beni strumentali 4.0 e in impianti fotovoltaici per l’autoconsumo. Per le PMI del Mezzogiorno, che stanno affrontando il caro energia, anche purtroppo determinato dalla non particolarmente favorevole continegenza storica, si tratta di un’opportunità concreta e conveniente.
In questi primi giorni di apertura della prenotazione sulla piattaforma GSE, sono già arrivate 2.510 pratiche di prenotazione per circa 900 milioni di euro di investimenti. Si stima che i progetti in pipeline superino i 25 miliardi: questo pertanto conferma come le aziende italiane stessero aspettando questa misura da molto tempo e che rendono ancora più urgente muoversi adesso, prima che le risorse si esauriscano del tutto.
In questo articolo spieghiamo come funziona questa misura, chi può accedervi, quali investimenti sono ammissibili e come muoversi passo dopo passo.
Cos’è il Nuovo Piano Transizione 5.0 e perché conviene
Il NPT5 non è un contributo a fondo perduto: è una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni ammissibili, rilevante ai fini del calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario. In parole semplici: lo Stato ti permette di dedurre dall’imponibile IRES/IRPEF una cifra superiore a quanto hai realmente speso, abbassando le tasse da pagare. Il limite massimo annuo per impresa è 20.000.000 €. Le aliquote di maggiorazione restano quelle già previste dalla Legge di Bilancio 2026:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro >> risparmio fiscale effettivo (IRES 24%) = 43,2% del costo
- 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro >> risparmio fiscale effettivo (IRES 24%) = 24 % del costo
- 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro >> risparmio fiscale effettivo (IRES 24%) = 12% del costo
La misura copre gli investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
Chi può accedere all’agevolazione
Possono accedere al NPT5 tutte le imprese residenti in Italia o con stabile organizzazione sul territorio nazionale, indipendentemente da forma giuridica, settore di appartenenza o dimensione aziendale. Micro, piccole, medie e grandi imprese sono tutte ammesse.
Sono invece escluse:
- Persone fisiche non titolari di impresa e Pubbliche Amministrazioni
- Imprese in liquidazione, fallimento o altra procedura concorsuale
- Imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001
- Imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza o gli obblighi contributivi
Per le aziende del Sud, composte per la maggior parte da artigiani, commercianti, imprenditori agricoli, operatori del turismo, manifattura, il NPT5 è una delle opportunità fiscali più rilevanti degli ultimi anni. La dimensione aziendale va dichiarata nella comunicazione preventiva al GSE.
Quali investimenti sono ammissibili: fotovoltaico, accumulo e non solo
Uno degli aspetti più interessanti del Nuovo Piano Transizione 5.0 è che include esplicitamente gli impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili tra i beni agevolabili, al fianco dei classici beni strumentali 4.0 (macchinari intelligenti, software, sistemi IoT).
Beni materiali 4.0 (Allegato IV)
Macchinari, impianti e attrezzature dotati di caratteristiche di interconnessione, automazione e intelligenza digitale, classificati secondo le categorie dell’Allegato IV al Decreto Attuativo MIMIT-MEF del 7 maggio 2026.
Beni immateriali 4.0 (Allegato V)
Software, piattaforme e sistemi per la trasformazione digitale dei processi produttivi.
Impianti FER per autoproduzione e autoconsumo
Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo della struttura produttiva. Le spese ammissibili comprendono:
- Gruppi di generazione elettrica, in primis i moduli fotovoltaici
- Sistemi di accumulo energia (batterie) asserviti all’impianto FV
- Trasformatori a monte dei punti di connessione e sistemi di misura
- Impianti per energia termica da FER (solo calore di processo)
- Servizi ausiliari di impianto
Un’avvertenza importante: l’energia prodotta deve essere destinata all’autoconsumo, non alla cessione a terzi. Per i sistemi fotovoltaici è prevista una producibilità massima ammissibile pari al 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva.
In cosa NPT5 si differenza dal vecchio Transizione 5.0?
Uno dei limiti più controversi della versione precedente era il vincolo degli “investimenti trainanti”: gli impianti FER erano agevolabili solo se abbinati all’acquisto di beni strumentali 4.0. Con il NPT5 questo vincolo è stato eliminato: un impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo può essere agevolato in modo autonomo, senza dover necessariamente acquistare anche macchinari o software. Una semplificazione molto attesa dal settore delle energie rinnovabili.
I software in modalità cloud restano esclusi dall’agevolazione. Su questo punto la normativa è ancora in attesa di chiarimenti definitivi.
Come vengono calcolati i massimali per fotovoltaico e accumulo
Per gli impianti fotovoltaici, il Decreto Attuativo stabilisce dei costi massimi ammissibili per kWp in base alla tipologia di modulo e alla taglia dell’impianto (Tabella 2a):
| Taglia impianto | Modulo standard (lett. b) | Modulo alta efficienza (lett. c) |
|---|---|---|
| ≤ 20 kWp | € 1.420/kWp | € 1.500/kWp |
| 20–200 kWp | € 1.120/kWp | € 1.200/kWp |
| 200–600 kWp | € 1.020/kWp | € 1.100/kWp |
| 600–1.000 kWp | € 910/kWp | € 1.000/kWp |
| > 1.000 kWp | € 840/kWp | € 940/kWp |
Il sistema di accumulo: una logica proporzionale al fotovoltaico
I sistemi di accumulo non sono agevolabili come beni autonomi: devono essere funzionalmente asserviti all’impianto FV. Il loro valore massimo ammissibile non dipende dai consumi notturni o dalla capacità in kWh, ma dal valore economico del fotovoltaico già dimensionato, tramite un coefficiente α:
Valore agevolabile accumulo ≤ α × Valore agevolabile impianto FV
I coefficienti α variano in base alla potenza dell’impianto:
| Potenza impianto FV | Coefficiente α |
|---|---|
| P ≤ 20 kWe | 2,0 |
| 20 kWe < P ≤ 200 kWe | 1,5 |
| 200 kWe < P ≤ 600 kWe | 1,5 |
| 600 kWe < P ≤ 1.000 kWe | 1,2 |
| P > 1.000 kWe | 1,0 |
Le tre fasi per accedere all’agevolazione
L’accesso al NPT5 è gestito tramite la piattaforma NPTR5 del GSE (www.gse.it), aperta dal 12 giugno 2026 ore 12:00 per l’invio delle comunicazioni preventive. Il processo si articola in tre fasi principali.
Fase A – Comunicazione Preventiva
È la fase di prenotazione del beneficio. Va inviata prima di completare l’investimento e richiede:
- Accesso tramite SPID del Legale Rappresentante (obbligatorio per firma e invio)
- Dati anagrafici e catastali della struttura produttiva
- Elenco dei beni da acquistare con codici Allegato IV/V, costi e date previste
- Per impianti FER: consumo elettrico annuo, codice POD, producibilità prevista
Il GSE risponde entro 10 giorni lavorativi. In caso di esito positivo (“Idonea Ammessa – Attesa di Conferma”), si procede alla fase successiva.
Fase B – Comunicazione di Conferma (20%)
Entro 60 giorni dall’esito positivo, l’impresa deve trasmettere la conferma, dimostrando di aver versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo di ciascun bene. Per i beni in leasing finanziario, è sufficiente la stipula del contratto e la sottoscrizione dell’ordine di acquisto.
Fase C – Comunicazione di Completamento
Al completamento dell’investimento e all’avvenuta interconnessione dei beni, entro il 15 novembre 2028, va trasmessa la comunicazione di completamento, corredata da:
- Perizia Tecnica Asseverata (ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, o ente certificatore accreditato)
- Certificazione Contabile (revisore legale) che attesta l’effettivo sostenimento delle spese
Il beneficio fiscale decorre dal periodo d’imposta in cui viene inviata la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione nello stesso anno.
Documentazione da conservare
Ricordiamo che il GSE effettua controlli nei termini previsti dall’art. 43 del D.P.R. 600/1973. L’impresa deve conservare per tutta la durata dei controlli:
- Perizie tecniche asseverate e relative analisi
- Certificazioni contabili
- Fatture d’acquisto, DDT, contratti di leasing
- Ordini di acquisto
- Documentazione relativa all’interconnessione dei beni
- Tutta la documentazione trasmessa sulla piattaforma NPTR5
L’impossibilità di effettuare i controlli per cause imputabili all’impresa è causa di decadenza dal beneficio.
Cumulo con altri incentivi e cause di decadenza
Il NPT5 è cumulabile con altre agevolazioni nazionali ed europee, compreso il Bando MASE, a condizione che il sostegno complessivo non superi il costo effettivamente sostenuto e non copra le stesse quote di costo. La base di calcolo va sempre assunta al netto di altre sovvenzioni già ricevute.
Non è invece cumulabile con i benefici del precedente Piano Transizione 5.0 (L. 207/2024) per gli stessi investimenti.
Le principali cause di decadenza sono l’alienazione del bene durante il periodo di fruizione, la delocalizzazione della struttura produttiva all’estero, irregolarità documentali non sanabili e false dichiarazioni (in quest’ultimo caso è prevista l’esclusione da agevolazioni per 2 anni).
Date chiave da segnare in agenda
| Data | Evento |
|---|---|
| 1° gennaio 2026 | Inizio periodo ammissibile per gli investimenti |
| 12 giugno 2026, ore 12:00 | Apertura piattaforma NPTR5: invio comunicazioni preventive |
| Entro 60 giorni dall’esito positivo | Comunicazione di Conferma (acconto 20%) |
| Entro il 20 gennaio di ogni anno | Comunicazione periodica annuale |
| 30 settembre 2028 | Termine per il completamento degli investimenti |
| 15 novembre 2028 | Termine ultimo per le comunicazioni di completamento |
Perché agire ora
I numeri parlano chiaro: la piattaforma NPT5 è stata presa d’assalto già dal primo giorno. In questi primi giorni dall’apertura sono arrivate oltre 2.500 prenotazioni, evidente segnale che imprese e consulenti si stavano preparando da mesi. Le comunicazioni preventive vengono processate in ordine di arrivo e il beneficio si prenota prima ancora di completare l’investimento.
Sul piano fiscale, il MIMIT stima che la misura valga circa 2,5 volte ogni euro investito sull’orizzonte 2026 – 2035: ogni 100 euro spesi in beni agevolabili generano un risparmio fiscale cumulato che può arrivare a 43 euro già nella fascia di investimento più bassa. Un effetto leva che non ha equivalenti tra le agevolazioni attualmente disponibili per le PMI.
Per le aziende che stanno già valutando un impianto fotovoltaico, un sistema di accumulo o un upgrade tecnologico dei propri macchinari, il NPT5 rende questi investimenti significativamente più convenienti. E ora che gli impianti FER sono agevolabili in autonomia, senza dover abbinare acquisti di macchinari 4.0, la porta è aperta anche per chi vuole puntare solo sull’energia rinnovabile.
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Ogni situazione aziendale è sé stante: il dimensionamento dell’impianto, la scelta dei moduli, il valore dell’accumulo e il corretto inserimento nelle categorie degli Allegati IV/V richiedono un’analisi tecnica su misura.
Il team di QESCO supporta le imprese del Sud Italia nella valutazione preliminare di ammissibilità, nel dimensionamento degli impianti fotovoltaici e dei sistemi di stoccaggio e nella raccolta dei dati tecnici necessari per la comunicazione preventiva al GSE.
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