Scopri che documenti preparare per l’apertura imminente del Bando Facility Parco Agrisolare 2026 e quali sono gli obblighi fiscali per l’imprenditore agricolo
L’apertura del portale GSE per il Facility Parco Agrisolare 2026 è ormai imminente, con l’avvio delle procedure operative previsto per i primi di marzo 2026. Con una dotazione di 789 milioni di euro e contributi a fondo perduto che possono raggiungere l’80%, la competizione sarà certamente altissima.
Sebbene il portale rimarrà aperto per il caricamento documentale per circa trenta giorni, l’esperienza dei bandi precedenti suggerisce che i fondi potrebbero esaurirsi molto presto, in una decina di giorni circa. Per questa ragione, “fare presto e bene” non è solo un consiglio, ma una necessità per non restare esclusi dai finanziamenti.
Check-list della documentazione per il Facility Parco Agrisolare 2026
“Bisogna prepararsi e arrivare pronti al momento in cui il portale sarà attivo, con la documentazione in ordine. Il Gse ha poco tempo per esaminarla, dobbiamo essere perfetti”, ha esordito così Massimo Bagnoli, responsabile dell’Area Tecnico-Normativa di Cia – Agricoltori Italiani e consigliere delegato di ESCo Agroenergetica, in occasione del convegno “Il nuovo bando parchi agrisolari a sostegno delle imprese agricole per una transizione ecologica efficace e sostenibile” tenutosi a Fieragricola (4-7 febbraio 2026) a Verona.
Per evitare quindi inutili perdite di tempo e garantire che la propria domanda sia caricata e processata senza intoppi, l’imprenditore deve predisporre di un progetto ben strutturato già al momento dell’apertura, evitando pertanto successivi integrazioni documentali.
Poiché il bando è considerato “gemello” delle edizioni precedenti, i criteri sono già ben noti. Qui si seguito i documenti fondamentali da preparare durante questo tempo “sospeso“:
1. Documentazione Amministrativa
- Visura Camerale aggiornata: Per verificare il codice ATECO prevalente e l’iscrizione al Registro delle Imprese.
- Documento di identità: Del Legale Rappresentante del Soggetto Beneficiario.
- Dichiarazione Titolare Effettivo: Identificazione delle persone fisiche che detengono il controllo della società.
- Titolo di disponibilità degli immobili: Atto di proprietà, contratto di affitto, comodato d’uso o diritto di superficie registrato
- Documentazione Tecnica
- Relazione Tecnica descrittiva: Descrizione del progetto, caratteristiche dei moduli e degli inverter, e calcolo della producibilità attesa.
- Progetto dell’impianto: Planimetrie, schemi elettrici unifilari e lay-out dei moduli sulle coperture.
- Elenco componenti: Schede tecniche dei moduli fotovoltaici e degli inverter (con numeri di serie da fornire in fase finale).
- Relazione asseverata: Per interventi complementari (es. rimozione amianto, isolamento termico, aerazione) con dettaglio dei costi e benefici energetici.
- Documentazione per il Finanziamento
- Preventivi di spesa: Documenti formali emessi dai fornitori, coerenti con i massimali di costo (es. 1.500 €/kWp per il fotovoltaico).
- Dichiarazione DNSH: Autocertificazione – fondamentale per tutti i fondi PNRR – del rispetto del principio “Do No Significant Harm”, che attesta che l’intervento non arrechi danno significativo all’ambiente.
Di supporto certamente sarà utile avere:
- Cronoprogramma: una tempistica dettagliata delle attività, dalla concessione del contributo alla fine dei lavori.
- Dossier fotografico ante operam: per documentare lo stato dei luoghi e l’eventuale presenza di amianto prima dell’inizio dei lavori.
Un punto cruciale da ricordare è che, per partecipare, non è necessario disporre già del preventivo di connessione alla rete; l’azienda avrà 18 mesi di tempo dopo la concessione del contributo per ottenere i titoli autorizzativi e completare l’allaccio.
Mario Vella, direttore Unità di Missione Attuazione Pnrr del Masaf (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) ha affermato che i progetti già finanziati in precedenza, ma i cui lavori non sono ancora cominciati, possono rinunciare al precedente bando e partecipare al Facility Parco Agrisolare 2026. Tuttavia, è doveroso considerare che saranno valutate prima le nuove domande e, solo se ci saranno ancora fondi disponibili, si prenderanno in considerazione le aziende che hanno rinunciato al finanziamento precedente.
In occasione dell’appuntamento fieristico è stato inoltre chiarito che è possibile installare impianti fotovoltaici sopra le serre che fanno parte di un’azienda agricola, senza appunto consumare suolo agricolo, come prevede il Facility Parco Agrisolare 2026. Anche se le serre non sono iscritte al catasto fabbricati, devono essere formalmente esistenti e legittime dal punto di vista edilizio, oltre che essere idonee a sostenere l’impianto fotovoltaico.
Ricordiamo infine che è possibile richiedere un’anticipazione del 30% con fideiussione del contributo e che si può rendicontare l’intervento, anche senza l’allaccio alla rete, a patto che i lavori siano conclusi, l’impianto registrato sul portale Gaudì e la richiesta di connessione inviata al gestore.
Obblighi fiscali: promemoria per l’imprenditore agricolo
Oltre alla preparazione della documentazione, è fondamentale che l’imprenditore agricolo conosca gli obblighi fiscali legati alla produzione di energia fotovoltaica, poiché il trattamento varia in base alla potenza e alla tipologia di installazione.
Secondo le normative vigenti per la cessione di energia fotovoltaica in agricoltura:
- Fino a 260.000 kWh/anno: la produzione rientra pienamente nel reddito agrario, semplificando notevolmente la gestione fiscale per l’azienda.
- Oltre i 260.000 kWh/anno: Impianti su copertura (tetti o serre): per l’eccedenza è possibile scegliere tra il regime di reddito d’impresa o il regime forfetario al 25%. Questa flessibilità permette di ottimizzare il carico fiscale in base alla dimensione dell’attività.
Per quanto invece riguarda gli impianti fotovoltaici a terra, che – ricordiamo – non è incentivata dal bando Facility Parco Agrisolare 2026, vige l’obbligo del regime ordinario (reddito d’impresa).
L’importanza di muoversi d’anticipo con QESCO
L’obiettivo del bando è chiaro: abbattere i costi energetici delle imprese agricole senza consumare suolo. Grazie al risparmio in bolletta, l’investimento nel fotovoltaico può ripagarsi in tempi brevissimi: solo tre anni con l’autoconsumo fisico, tempo che si riduce ulteriormente grazie al contributo a fondo perduto.
Tuttavia, la complessità burocratica richiede un partner esperto. QESCO ti offre un servizio “chiavi in mano” che include diagnosi energetica, progettazione, installazione e gestione completa delle pratiche. Sfruttare queste settimane per preparare la documentazione e il dossier fotografico è l’unico modo per farsi trovare pronti al “click day” di marzo!
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